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28 ottobre 2009

Tour di giornalisti europei, due anni dopo l'emergenza, resoconto ambientale da terzo mondo

A distanza di due anni, ieri, i giornalisti europei sono tornati in Campania per verificare di persona la cessata emergenza rifiuti . Ieri il tour ed il loro resoconto è inevitabilmente drammatico,discariche stracolme e inquinanti,l'inceneritore di Acerra non è partito con rafforzamenti del circuito di impianti di selezione del rifiuto secco,centinaia le strade trovate ricolme di cumuli di rifiuti con stoccaggio pericoloso.Dunque la constatazione è stata duplice , mancata riduzione della produzione dei rifiuti è la raccolta differenziata al palo. E se in Italia si gode di un omertoso silenzio , la stampa estera intanto griderà" il terzo mondo è Napoli" .In questi giorni anche il procuratore argentino Gomez , dopo una mattinata passata nelle terre dell'hinterland campano ,ha detto quanto segue . «Oggi ho scoperto due cose ailarmanti. La prima è che la preoccupazione della popolazione non è adeguata al rischio che corre. La seconda è che in Italia non esiste una legge dai contorni definiti contro i crimini ambientali. Sono qui per creare un ponte tra Argentina ed Italia che possa essere il primo passo verso una lotta contro i reati ambientali. Una lotta che può essere vinta - prosegue il procuratore - solo con la creazione di una Corte penale internazionale». «In Argentina abbiamo condannato a tre anni di reclusione persone che facevano quello ho visto fare oggi: mischiare i rifiuti senza alcun criterio. La corte internazionale priverebbe dell'impunità, di cui godono ora, tanti imprenditori che operano in assoluta libertà. Ma affinché la proposta al Parlamento europeo vengaaccolta, occorre che in Italia si definisca precisamente il reatoambientale e soprattutto che i napoletani appoggino il progetto». l'aumento vertiginoso delle discariche nella provincia di Napoli e Caserta che nel 2001 erano rispettivamente di 86 e 140, oggi Caserta con 815 discariche e Napoli a 1.186.Gli sforamenti delle polveri sottili che nel 2008 a Napoli erano 135 oggi fino al 15 Ottobre, registrati sono 178.La responsabilità è proprio degli incendi notturni appiccati perbruciare illegalmente i rifiuti'Il diritto a vivere in un ambiente sano deve diventare un nuovo diritto umano… dobbiamo pretenderlo! E quando ciò non avviene va punito chi inquina deve pagare, chiunque esso sia e trovare delle soluzioni normative che garantiscano l’ambiente sarà, dunque, la vera sfida di questi anni.buona notte e scusatemi per l'ennesimo papiello Daniela villani

21 settembre 2009

incendio doloso località santa maria della fossa ..

Ecco l''ultimo incendio di natura dolosa registrato ieri nel deposito delle ecoballe presso Santa maria della fossa .Un incendio iniziato alle 17 e confinante con un terreno già requisito tra Maruzzella Tre e Ferrandelle uno .Il sito è recitanto poco e male con ampi spazi di accessibilità per chiunque,dunque facilmente raggiungibile ..I vigili del fuoco hanno lavorato in condizioni pietose.Soltanto una ruspa a loro disposizione per trasportare la terra sulla montagna di rifiuti accesi.Il getto degli idranti insufficente per placare il vulcano che esplode,servirebbe altra l'acqua ma non c'è.I serbatoi sono lontani.Non c'è un impianto elettrico e il gruppo elettrogeno da una fioca luce.Le proposte e le richieste da fare subito !!!!!!!Ma si può e si deve pretendere ,che un sito ad alto rischio, debba necessariamente essere inaccessibile ,chi tutela la salute pubblica ? Ma si deve e si può pretendere che un cimitero di immondizia sia attrezzato per delle simili emergenze?Si deve e si può prevedere un attacco elettrico,dei serbatoi d'acqua,numerose ruspe e tutte le attrezzature necessarie per agevolare il compito dei viglili del fuoco...i veri eroi oggi sono loro! Chiediamo inolte con forza e decisione -se non intendano urgentemente effettuare idoneo monitoraggio sanitario su persone e animali esposti ai livelli tossici DI diossine ed elementi potenzialmente tossici liberatisi dopo incendio, in quanto si presume che ci possano essere effetti negativi sulla catena alimentare-se non intendaNo immediatamente effettuare, a tutela della salute dei lavoratori, un controllo clinico ed epidemiologico sul personale dei Vigili del fuoco intervenuto per lo spegnimento dell’incendio;-se non intendano dotare di mezzi e fondi aggiuntivi in modo da permettere alle Forze dell’ordine di perseguire i responsabili materiali, e i mandanti, di questo incendio che ha caausato, quasi certamente, una e contaminazione ambientale che potrebbe avere notevoli ripercussioni anche a distanza di tempo sulla salute noi i cittadini-Solleciterei tutti voi amici miei a dare la massima diffusione della questione à, senza creare allarmismi ,ma chiedendo alle autorità locali cosa hanno fatto e cosa intendono fare per tutelare la salute pubblicaun abbraccio grosso assaje vi aspetto in bacheca del gruppo per eventuali info Daniela villanicittadina attiva

22 luglio 2009

Non abbiamo più aria ne mare e ne terra puliti......basta!

Si chiede al Comune di Bacoli quanto segue - attivi subito un servizio per monitorare costantemente la balneabilità delle acque costiere - Si attivi ad avviare presso le sedi competenti l’accertamento delle responsabilità civili e penali,per il continuo inquinamento procurato alle acque marine , nonché per il risarcimento di tutti i danni arrecati alle attività commerciali presenti sul territorio ed alla salute pubblica- Si costituisca giudiziariamente nei confronti della Regione Campania per la ripetizione delle quote di tariffa illegittimamente prese per un servizio di depurazione delle acque , mai reso-Si provveda iimmediatamente ad eliminare la somma relativa alla quota di tariffa per il servizio del depurazione dalla prossima fatturazione dei consumi idrici - SI provveda ad interessare chi di dovere , Ministero dell’Ambiente , Governo, affinché vengano avviati i provvedimenti per la salute pubblica . -si attivi ad informare la popolazione tutta sullo stato dei prodotti ittici Questo è quanto vorrei chiedere se voi siete con me...
Non possiamo restare a guardare....Associazione Riprendiamoci Napoletani
Daniela Villani