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5 giugno 2010

I privilegi di pochi non possono essere considerati leggi.

Quando i privilegiati dovrebbero essere imbarazzati dai loro privilegi…




«Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo. Per lei è più difficile, lo so… so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità ma penso siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici». [Maria Stella Gelmini - Corriere della Sera]


Mariastella Gelmini, dopo aver dato seri scossoni al sistema-scuola, passando per la dottrina sull’uso del grembiule, agli effetti benefici del voto in condotta  e alla salubrità delle crepe nei muri delle scuole che consentono ai bambini di fare scuola a temperatura ambiente,oggi  il nostro ministro insiste e cerca anche aprire i nostri orizzonti in materia di tutela della maternità, e lo fa con un’intervista ora tenta di distruggere l'autostima delle donne comuni sostenendo che ogni mamma, come lei, dovrebbe tornare al lavoro a pochi giorni dal parto.

In una fase storica in cui le prospettive per il futuro ci terrorizzano, ecco che pur di far quadrare i conti ci si allontana dai diritti elementari e si rinnegano valori fondamentali come la maternità.

L'egoismo aumenta e si va sulla difensiva, abituandoci cosi a costruire le nostre glorie sui fallimenti altrui. Oggi tocca alle donne con il colpo di grazia della Ministra Gelmini.




Gentile Ministro,

parlo per me, una donna che ha avuto la prima maternità da adulta, che aveva ed ha un lavoro autonomo, da privilegiata (quantomeno nessuno può farmi le scarpe se non la legge del mercato!).

Ho dovuto comunque rincorrere il tempo, tra uno spazio vuoto ed un altro, continuando a provvedere alla gestione della casa, del bambino appena arrivato, troppo spesso stanca e fragile tra un tiralatte, un pianto, ed un un forte senso di colpa che mi ha accompagnato durante il lavoro.

Ho sicuramente perso colpi, competitività e danaro perché ho ritenuto impossibile tornare al lavoro dopo soli tre mesi dal parto.

Ho ancora i miei pozzi neri in cui sprofondo e anche dei rimpianti per aver dovuto lasciare mio figlio, così presto, alle cure di un'altra persona per diverse ore al giorno, perchè dovevo lavorare, perché la scelta era forzata e, mi creda, non la affrontavo col sorriso sulle labbra!



Non potendo contare sui genitori mi sono avvalsa di un aiuto esterno a partire già dal terzo mese, appunto. Ho provato ad avere accesso agli asili nido ma, a Napoli, sei non sei una detenuta o una disgraziata, sei fuori da ogni lista!

E per le altre lavoratrici, quelle non autonome e con uno stipendio che non gli consente una baby-sitter, chi si occuperà dei loro bambini? Lei Signor Ministro?

Mi chiedo Ministro, come è possibile dopo 10 giorni dal parto tornare a concentrarsi sul lavoro? Chi può prendere in considerazione questa possibilità quando persino andare dal salumiere si può rivelare un'impresa proibitiva?



Forse io sono una mamma normale, con tutti i limiti del caso… ma il discorso è proprio questo: non si può fare una gara a chi torna prima al lavoro, non esistono capacità peggiori, non ci sono Wonderwoman… esistono solo le mamme!

È offensivo rinnegare il diritto all'accudimento del proprio figlio che la legge vuole imporre attraverso il Congedo di Maternità Obbligatorio.

Signor Ministro, lei conosce il significato del termine “obbligatorio”? La maternità andrebbe tutelata in quanto diritto, un diritto della mamma ma anche del bambino in vista del suo futuro equilibrio. Un diritto che va tutelato per tutelare i nostri figli!



Quello di cui dovremmo parlare è della sostenibilità della maternità  attraveso asili nido pubblici che coprano le esigenze delle rispettive realtà, con spazi ricreativi gratis, ludoteche comunali.
Parliamo di condizioni lavorative dignitose per tutti, di facilità di accesso e di parità tutelata anche nella  libera scelta dell'essere genitori. Mi aspetterei un suo intervento come garante di pari opportunità per tutti, per uno stato che sappia proteggere  i suoi cittadini per  garanzie di assistenza sanitaria, di formazione, mi aspetterei almeno una speranza...


In questo senso forse è giusto essere speranzosi, non so quanto lecito essere ottimistima ma questa è tutta un’altra storia…

Ministro Gelmini, peccato che questi non siano  problemi comprensibili per una donna che si attesta a quota 153.470 di reddito

[fonte: sole 24ore riportato il 15 marzo 2010 su:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/03/redditi-ministri-classifica.shtml?uuid=1e6a1f92-3041-11df-9b84-9f36f6ec4706]



I privilegi di pochi non possono essere considerati leggi.
Si guardi attorno!



Daniela Villani

Mamma, donna, napoletana, cittadina attiva

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