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14 aprile 2010

Non si può far di peggio, ma le donne sanno fare di meglio!

A tutti noi è capitato di apprendere di quella gigantesca isola di spazzatura galleggiante del mondo che si trova nel Pacifico e misura oltre dieci milioni di metri quadrati, con uno spessore di 10 metri,composta per l'80% di plastica . La sua estensione va dalle coste della California fino a quelle cinesi. Stiamo parlando di un grande continente,


di Un immensa isola di monezza nell'azzurità [...] che peraltro è in continuo movimento ...e non c'è nessuna possibilità di rimediare: ripulire gli oceani dalla plastica è un'operazione che trascende il budget di qualsiasi stato, paese o nazione.

Ma non esiste solo la grande isola di rifiuti dell'Oceano Pacifico. Recentemente la Sea Education Association ne ha appena scoperta una anche nell'Oceano Atlantico dove, in un'area che corrisponde all'incirca al Mar dei Sargassi, tra il 1986 e il 2008 sono stati raccolti, grazie ad un particolare tipo di pesca circa 64mila pezzetti di plastica Le dimensioni globali della nuova isola galleggiante non sono ancora chiare, ma è molto probabile che siano simili a quelle della sua gemella del Pacifico, così come appare evidente che ce ne possano essere molte altre, in giro per il mondo.

Secondo uno studio approfondito la a plastica arriva solo per il 20% dalle navi e dalle piattaforme petrolifere. L'80% proviene direttamente dalla terraferma, dove ogni anno ne produciamo oltre 250 milioni di tonnellate.



Il riciclo della plastica è molto difficoltoso per le oggettive difficoltà di trattamento. La plastica non si può recuperare con il normale trattamento di fusione, come avviene per il vetro e per l'acciaio, perchè spesso si fonfono già a 98°(temperatura acqua in ebollizione). Quali sono le conseguenze di questo disastro ambientale sulla vita?

Morti di animali per soffocamento e ingestione, spiaggie di plastica, isole di monezza... Ma anche...indovinate cosa? cosa succede quando la plastica ad un certo pubnto diventae polvere? Succede che viene ingerita da moltissimi organismi marini filtratori, che ingurgitano pericolosi composti, introducendoli di fatto nella catena alimentare.Ecco come una bottiglietta gettata via senza criterio può ripresentarsi sulle nostre tavole e, silenziosamente, condannarci a morte.



Tornare indietro non si può. Ma limitare i danni SI DEVE!



La regione Campania oggi potrebbe dimostrarci che il suo è un vero governo del fare cominciando col cambiare la mentalità ed il concetto del rifiuto proprio a partire dalla plastica!



Il mancato recupero della plastica è anche dovuto alla mancanza di incentivi efficaci, diamo una opportunità alla nostra regione di allinearsi alle altre realtà ..



Un esempio è il progetto chiamato MrPET (.mrpet-recycling.com) ad ora è presente già e in Italia ma solo ahinoi in Piemonte e Sardegna....uesto progetto premia l’impegno dei cittadini nel processo di raccolta, riconoscendo al consumatore – dotato di apposita tessera magnetica - un punto "amico dell’ambiente"con i quali ottenere uno sconto sulla spesa! Il progetto Mr PET ha raccolto molti consensi soprattutto da parte di cittadini e di associazioni di volontariato, perché ha dimostrato come un oggetto tradizionalmente visto come rifiuto, quindi sporco, inutile e da smaltire in realtà sia una grande risorsa da tutti i punti di vista, ma perchè solo in piemonte ed in sardegna... se è possibile? Facciamolo !

Ma facciamolo con progettualità , diamo l'opportunità al cittadino campanodi farlo ovunque, e non solo in qualche remoto angolo della città!

Nel periodo giugno 2006 ad agosto 2008 questo progetto dove è stato implementato ha raccolto 7.082.286 bottiglie pari a 7.099 barili di petrolio e non ha immesso nell'ambiente: 2.614.984 kg di CO2 equivalente.

Nell'attesa di un risveglio della nostra classe dirigente ...



intanto volevo chiedere alle Donne del gruppo, che sono sempre più consapevoli ed attente alle questioni ambientali, di decidere di abolire il consumo di acqua in bottiglie di plastica e dei piatti e bicchieri perchè questo significa tutelare l'ambiente !

Perchè lo chiedo a voi , donne...

perchè noi abbiamo dalla nostra la capacità di socializzare senza dividerci biegamente in gruppi pro e contro, perchè non ci preoccupiamo di individuare il “capobranco” , da sempre sappiamo abbracciare la cultura della condivisione, del risparmio, del riutilizzo... è nelle nostre corde di vita e perciò siamo le uniche che possiamo veramente portare un nuovo modello di vita ,con un volto più umano.

Ultimo ma no ultimo, dobbiamo renderci conto che noi donne abbiamo un valore determinante come cittadine consumatrici, siamo sempre noi checi occupiamo degli acquisti per tutti i componenti della famiglia e come cittadine consumatrici, abbiamo un istantaneo potere ....esercitiamolo!

E qualora iniziamo ad agire in gruppo, questo potere può diventare molto importante. Ma si potrebbe fare dippiù tramite gruppi d’acquisto di materiali scolastici da ditte locali particolarmente virtuose, condividere oggetti di uso transitorio (ad esempio creando in ogni quartiere le biblioteca del giocattolo, il mercatino permanente dell’usato, il noleggio di costumi di carnevale, lo scambio dei grembiuli di scuola ecc) potremo fare dippiù e in pochissimo tempo.. io ci sono e sono sicura che anche altre donne ci sono!

Potremmo aumentare di mille volte il livello della qualità della vita ed innescare una spirale virtuosa, sono sicura che i nostri figli sarebbero più responsabili ma anche più felici e certamete saremmo tutte più ottimiste sul futuro dei nostri territori .

Da sempre la sopravvivenza delle varie popolazioni si è basata sulla loro capacità di amare.... Ultimamente la parola AMORE è stata abusata. L’amore, come le libertà non può appartenere ad una parte politica, appartiene a tutti e appartiene soprattutto alle donne che sono portatrici di vita .Ma L’amore è anche creatività e capacità di dare un senso alle scelte che facciamo,creando ed agendo con amore, possiamo senz’altro migliorare la nostra condizione, quella della nostra terra e quella dei nostri figli e figlie.

Non si può far di peggio, ma le donne sanno fare di meglio!

Daniela Villani

donna, mamma, cittadina attiva, napoletana

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